APPUNTI


 N.B.  Questo Blog vuole solo essere un quaderno di appunti, il mio, in cui raccolgo    tutte le informazioni che ho ricercato su internet per risolvere i problemi che via via ho incontrato per portare avanti il mio progetto Magic Power e che, dopo averle testate, mi hanno convinto per efficacia ed utilità. Non voglio assolutamente arrogarmi  meriti che non ho e soprattutto non voglio creare una guida esaustiva sull’argomento bicicletta. Ogni aticolo pubblicato in genere contiene la citazione delle fonti a cui ho attinto con relativo link.

Alex Risso

quando cambiare la catena: MISURATORE ALLUNGAMENTO CATENA

Posted by on Set 27, 2018 in BIKE CURIOSITY, COME FARE A..., LA CATENA, LA CORRETA POSIZIONE, TERMINOLOGIA E MISURE | 0 comments

quando cambiare la catena: MISURATORE ALLUNGAMENTO CATENA

Articolo tratto da: www.granfondonews.it  a cura di Giuliano Salvi – Salvi Bike Store Quanti chilometri posso fare prima di cambiare la catena? La catena è uno dei componenti fondamentali della bicicletta, la manutenzione non deve essere trascurata affinché la sicurezza e la scorrevolezza della pedalata siano sempre garantite. NON esiste un chilometraggio! Posso garantirvi che ho visto catene completamente usurate e compromesse dopo soli 2500/3000 chilometri, mentre altre catene ancora ben messe e non del tutto usurate dopo 10000 chilometri! Diversi sono i fattori che determinano l’allungamento della catena e l’usura precoce della stessa. SCARSA LUBRIFICAZIONE Pedalare con la catena “secca” è deleterio per i componenti interessati alla pedalata e cioè la TRASMISSIONE (corone anteriori, pignoni posteriori e catena) provate a immaginare il motore della vostra auto con poco olio! La scorrevolezza diminuisce e gli attriti che si creano aumentano, quindi una fatica maggiore a pedalare e un dispendio maggiore di energie; la poca lubrificazione può determinare anche la rottura improvvisa della catena causando gravi cadute, provate a immaginare di rompere la catena mentre siete in piedi alla sella e state scattando! INCROCIRE TROPPO LA  CATENA Mi capita spesso di pedalare in gruppo e vedere ciclisti affrontare intere salite con la corona più grande davanti( 50/52/53) e il pignone più grande dietro(25/26/27/28…)   oppure il contrario, davanti il 34/36/39e dietro l’11/12/13….   CAMBIARE SOTTO SFORZO In fase di cambio pignone posteriore o corona anteriore, consiglio di “alleggerire” lo sforzo sui pedali, ovviamente non dobbiamo smettere di pedalare ma dobbiamo solo dare meno pressione sui pedali. Vedo spesso cambiate sotto sforzo addirittura fuori sella!   POCA MANUTENZIONE La catena sporca e il voler salvare la situazione continuando a mettere olio è controproducente, accumulare olio e sporco provoca quello che io chiamo effetto “abrasione”, cioè il consumare precocemente la trasmissione;mettere tanto olio non lavando prima la catena non serve a nulla, anzi peggiora la situazione. COME FACCIO A SAPERE QUANDO LA CATENA E’ USURATA? dobbiamo avere a disposizione un attrezzo chiamato MISURATORE ALLUNGAMENTO CATENA, tale attrezzo non è nient’altro che un calibro con due misurazioni preimpostate  (0, 075 e 0, 1). Passo ora a spiegarvi come usare il misuratore catena aiutandomi con qualche foto. Il misuratore catena, inserito dalla parte in cui troviamo il valore preimpostato 0, 075 NON entra nelle maglie della catena= CATENA BUONA e non da sostituire. l misuratore catena inserito sempre dalla parte in cui troviamo il valore 0, 075, ENTRA tutto nella catena= CATENA BUONA ma in fase di allungamento. Giriamo il misuratore dalla parte in cui troviamo il valore 0, 1 e lo inseriamo nella catena, NON entra tutto nelle maglie della catena= CATENA BUONA. Il misuratore catena, inserito sempre dalla parte del valore 0, 1 entra quasi tutto nella catena=CATENA DA SOSTITUIRE! Detto ciò si deduce che la catena è da sostituire quando il suo allungamento è tra 0, 075 e 0, 1 (possibilmente il più vicino possibile al valore 0, 1). Un consiglio importante: non aspettate a cambiare la catena quando il misuratore catena (usato dalla parte del valore 0, 1) entrerà tutto nella catena, perché avrete cominciato anche ad usurare in modo irreparabile i denti dei pignoni posteriori e le corone anteriori.   Giuliano Salvi Nato a Zogno (Bg) nel 1970, appena conseguito il diploma di maturità scientifica, inizia a lavorare nel...

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La tua crono: il riscaldamento pregara

Posted by on Set 19, 2018 in ALLENAMENTO, CRONO, LA CORRETA POSIZIONE | 0 comments

La tua crono: il riscaldamento pregara

articolo tratto da: www.ruoteamatoriali.it  a cura di : Leonardo Olmi   La fase del riscaldamento prima di una prova a cronometro, potrebbe sembrare un qualcosa di facile e banale, invece, come sottolineerà più volte il nostro Max Lelli, è una fase molto delicata che va fatta con cura e a cui va dedicato il suo tempo, senza ne esagerare ne sottovalutare, poiché è quella che ci porterà, come ama dire il corridore toscano, in “pressione”. La chiave di una buona crono è un buon riscaldamento! Su questo non vi sono dubbi! Non mettiamo in discussione che tutti i più piccoli dettagli dalla scelta della bici e le ruote, alla biomeccanica e l’allenamento siano importantissimi,  ma se abbiamo fatto tutto bene fino ad ora, dovremo cercare di non buttare al vento l’ottimo lavoro svolto a causa di un cattivo riscaldamento che potrebbe compromettere la nostra prestazione. Un riscaldamento insufficiente potrebbe farci partire un po’ “scarichi” non consentendoci di dare il massimo. Mentre la condizione opposta, ossia un over riscaldamento potrebbe farci andare troppo in acido lattico con il rischio di ritrovarci con gambe inchiodate e i crampi dopo pochi chilometri. Quindi, attenzione ad affrontare con molta cura e scrupolo questa fase della crono, perché ne andrà del vostro risultato finale. PREPARARE UNA CRONO E’ PIU’ FACILE CHE UNA CORSA SU STRADA. Max, ricollegandoci per un attimo alla puntata precedente, so che volevi aggiungere qualcosa in merito alla preparazione, vero? Si esatto, l’ultima volta abbiamo parlato di allenamento, ma ci tengo a ricordare che preparare una crono è comunque più facile che preparare una gara su strada, poiché mentre per la crono, una volta fatte tutte le nostre cose per bene (posizione in bici, stretching, alzare la soglia, dietro moto, ecc..) potremo affrontare la gara, dove saremo noi da soli a lottare contro il tempo, nelle corse su strada (visto che molti dei lettori di INBICI gareggiano anche su strada), per abituarci al ritmo di gara, ossia come diciamo noi in gergo alle famose “legnate”, avremo bisogno di fare delle gare, poiché soltanto quelle ci daranno quello spunto in più che ci consentirà di superare quel cancelleto di preparazione vera e propria alla gara. Ecco perché, quando facevo il professionista, ad inizio anno, febbraio e marzo, andavamo in Spagna a correre per trovare il ritmo di gara, che solo la corsa e non l’allenamento ci poteva dare. Scordiamoci di allenarci due mesi per le corse su strada, andare a correre ed essere competitivi. Con la crono invece si può fare. ALIMENTAZIONE Cosa e quando dobbiamo mangiare e bere prima e durante una crono? Consiglierei di mangiare del riso in bianco con parmigiano 2 ore prima della gara, e poi di prendere integratori con sali e zuccheri in modo da mantenere sempre alta la glicemia fino al momento della partenza. Più che altro dovremo fare attenzione a non arrivare con la glicemia bassa al momento dello start, in modo da evitare di provare quella sensazione di tremolio prima della partenza, che è un chiaro segno di una glicemia bassa, contro la quale non servirebbero a nulla ne i gel, ne le barrette, poiché ormai sarebbe troppo tardi per reintegrare la carenza di zuccheri. BERE MOLTO PRIMA e UN GEL SOTTO IL PANTALONCINO Bere molti sali prima della gara va bene, anche perché...

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Allenamento: lo scarico per ricaricare le batterie

Posted by on Set 17, 2018 in ALLENAMENTO, CUORE, LA CORRETA POSIZIONE, SPORT & MEDICINA | 0 comments

Allenamento: lo scarico per ricaricare le batterie

Gironzolando qua e là  su internet, come faccio sempre, ho trovato quest’articolo relativo all’allenamento di scarico che ho trovato interessante. L’articolo  é di  Roberto Casati ed é stato tratto da: www.robertocasati.com Nel Ciclismo serve avere anche un po di “furbizia” e pazienza nel fare e programmare gli ALLENAMENTI DI SCARICO sia per il pre gara e sia per recuperare dal carico di allenamento oppure tra una serie di gare ravvicinate. Durante la preparazione,intesa non solo come preparazione di allenamento invernale,ma anche durante il periodo delle gare e quindi con relativi lavori specifici di richiamo tra una serie di gare,lo SCARICO è fondamentale,(in generale nelle mie preparazioni,inserisco sempre un giorno di scarico ed uno di riposo ad inizio settimana scarico lunedi,riposo martedi,ma è soggettivo e dipende dall’atleta ed altri fattori),perche se per esempio al mercoledi abbiamo dei lavori specifici da fare,ma le gambe sono ancora leggermente stanche dalla gara o allenamento del weekend è inutile massacrarle ancora al mercoledi o peggio il martedi perche la testa ci dice che bisogna allenarsi perche altrimenti si perde di condizione(la condizione la si perde proprio allenandosi troppo e male),ma si SCARICA con 1 oretta a Fondo Lento o comunque a range di battito tra i 100 e 120 bpm,e magari posticipiamo gli allenamenti al giovedi,ossia dobbiamo SEMPRE permettere al nostro corpo di supercompensare (recuperare fisiologicamente e quindi migliorare ancora un poco)lo stress muscolare allenante,questa è una delle leggi fondamentali per migliorare. PRIMA DI UNA GARA ad esempio alla Domenica,posso anche far eseguire uno scarico gia dal giovedi fino ad arrivare a fare solo un ora di scarico pre gara al sabato,ho visto e vedo ancora Ciclisti farsi 60-80km il giorno prima della gara o anche al venerdi. Un ulteriore consiglio è quello di fare sempre 3 settimane di carico e una settimana di scarico leggero con uscite blande. Quindi Gambe ok=posso caricare gambe stanche= scarico 1h ,se al giovedi le gambe non sono ancora al top e ho una gara alla domenica scarico ancora,riposo venerdi e scarico ancora sabato,ottenendo il massimo dalla curva di supercompensazione presente nella foto qui in...

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come cambiare la camera d’aria senza smontare la ruota

Posted by on Apr 23, 2018 in BIKE CURIOSITY, COME FARE A..., LA CORRETA POSIZIONE | 0 comments

come cambiare la camera d’aria senza smontare la ruota

Pubblico quest’articolo per rispondere ad un quesito che mi é stato posto: “come si fa a cambiare  la camera d’aria bucato in una bici con il cambio interno al mozzo?”. Non avendo esperienza diretta in merito mi sono messo alla ricerca di una soluzione e navigando ( come al solito) in internet sono incappato in questa bellissima soluzione.     L’idea é stata proposta da: www.bicipieghevoli.net Il sito della ditta produttrice é:...

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Idratazione in bicicletta: cosa bere e come

Posted by on Apr 23, 2018 in ALIMENTAZIONE, IDRATAZIONE, LA CORRETA POSIZIONE | 0 comments

Idratazione in bicicletta: cosa bere e come

    Ecco un’altro bell’articolo  che ho trovato sul sito di bikeitalia che tratta in modo semplice e preciso l’argomento dell’idratazione.   L’Articolo  é di Omar Gatti ed é stato tratto da: www.bikeitalia.it. La corretta idratazione è il principio fondamentale di ogni sportivo e ciclista, poiché uno sport come il nostro comporta la dispersione di risorse idriche che vanno reintegrate se non si vuole conoscere da vicino il fenomeno della disidratazione.  L’importanza dell’idratazione Quando ci muoviamo, il nostro corpo brucia le riserve energetiche immagazzinate sotto forma di glicogeno per trovare l’energia necessaria per supportare lo sforzo. Quest’attività genera calore, che deve essere fatto sfogare per mantenere costantemente la nostra temperatura corporea sotto il livello di guardia (36-37°C). Per questo si attivano le ghiandole sudoripare, che espellono il sudore che ha una funzione termoregolatrice. Purtoppo con la fuoriuscita del sudore non evacuiamo solo le scorie del processo energetico ma anche acqua e sali minerali, nutrienti che possiamo recuperare solo reintegrandoli continuamente.Andare in bicicletta, soprattutto con temperature atmosferiche elevate, necessita di un’idratazione attenta, poiché le scorte idriche del nostro organismo calano vistosamente per via del sudore evacuato, del nostro respiro e dello scambio termico con l’atmosfera carica di umidità. Se non reintegrassimo a dovere le scorte idriche bevendo nella giusta quantità, potremmo incappare nel fenomeno della disidratazione. In sostanza il sangue si fa più denso, poiché viene a mancare l’elemento fluidificante (cioè l’acqua), il cuore deve pompare di più per mandare in circolo un liquido sempre più viscoso e il sistema finisce per collassare. In questo caso s’incappa nella classica “cotta”, ovvero quel blackout energetico dove la pressione si abbassa di colpo, i battiti cardiaci si riducono, i muscoli si svuotano e anche il cervello, che galleggia nell’acqua, va in crisi e si può svenire (lo svenimento è infatti un sistema di emergenza del corpo, che “spegne” il cervello per evitare che subisca danni, come accade ai computer che si spengono quando si surriscaldano).Inoltre, se fate gare o siete attenti alle prestazioni, vi farà piacere sapere che un minimo livello di disidratazione può ridurre l’efficacia della pedalata fino al 30%. Capirete da voi che quindi idratarsi è molto importante, per evitare d’incorrere in problemi fisici seri e per godere al meglio del vostro giro in bicicletta. Combattere la disidratazione con l’acqua   Il nostro corpo è composto per la maggior parte di acqua, per cui si capisce come questo elemento sia fondamentale per la nostra stessa sopravvivenza. Bastano pochi giorni senza acqua per morire letteralmente di sete. Quindi la parte più importante dell’idratazione deve avvenire appunto ingerendo dell’acqua. Quest’ultima infatti è un ottimo solvente, che riesce a sciogliere numerosi sali e principi minerali utili al nostro organismo. Quanta acqua si deve bere? Non esiste una legge scritta che definisca il quantitativo minimo di acqua che dobbiamo ingerire in una giornata. Esiste al contrario il limite massimo, ovvero non bisogna mai eccedere i 9,5 litri di acqua in un giorno, poiché in questo caso il bilancio di elettroliti nei fluidi corporei si sbilancerebbe e s’incorrerebbe nella ipoanatremia, patologia che comporta anche il decesso (famoso il caso di una maratoneta, morta per aver bevuto 15 litri di acqua in 5 ore). Esiste una legge empirica che definisce che si debba reintegrare 1ml di acqua per ogni caloria bruciata durante l’attività fisica e questo significa...

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Cronometro – Triathlon vs Road bike

Posted by on Apr 13, 2018 in CRONO, LA CORRETA POSIZIONE | 0 comments

Cronometro – Triathlon vs Road bike

Rispetto alle biciclette da corsa, quelle da cronometro e da triathlon vivono una loro vita parallela. Ciò è dovuto anche alle maggiori possibilità offerte dai regolamenti tecnici che sono più permissivi con questi mezzi studiati per fare velocità individualmente. Le gare a cronometro, infatti, non si corrono con tutti i ciclisti insieme, ma questi partono scaglionati separati da un certo tempo l’uno dall’altro (da 30” fino a due, tre minuti) e il tempo viene preso per ciascuno alla partenza e al traguardo da un sistema di cronometraggio identico a quelli utilizzati, tanto per fare un esempio, nelle gare di sci.Quando si usano Correndo da soli il regolamento permette di utilizzare bici diverse poiché non c’è il rischio di provocare cadute dovute alla minore maneggevolezza delle biciclette. Scegliere, infatti, il massimo rendimento aerodinamico delle biciclette va a discapito della guidabilità ma anche della prontezza nelle variazioni di ritmo. Con una bici da crono è impensabile effettuare gli scatti che si possono fare con una bici da corsa tradizionale. Al tempo stesso una bici da crono, per la geometria del telaio e la posizione del ciclista, non va bene per la salita. Qui ci si troverebbe con un mezzo mediamente più pesante (telai e ruote aerodinamiche pesano) e difficile da gestire in salita ma anche nelle curve veloci in discesa. Una bici da cronometro, in sostanza, è perfetta per percorsi dritti e con profilo altimetrico il più piatto possibile. Questo non vuol dire che non si possa curvare o affrontare qualche salita, ma se ne perdono i vantaggi, tant’è che spesso i corridori utilizzano bici normali anche in prove contro il tempo dove il percorso sia più difficile. Come sono fatte Le biciclette da cronometro sono studiate per consentire al ciclista la migliore posizione aerodinamica. Per fare questo è stata studiata una postura che prevede le braccia in posizione avanzata e strette davanti alla sagoma del ciclista. Il busto e il più possibile abbassato e parallelo al terreno. Per ottenere questo sono stati studiati manubri speciali dotati di prese laterali avanzate e prolunghe aerodinamiche che permettono l’appoggio dei gomiti con le mani che vanno quasi a congiungersi in avanti. Geometria Visto l’impiego di queste bici e lo sviluppo della potenza richiesto ma su tratti più brevi rispetto alle normali gare in linea, la posizione del bacino viene spostata verso la verticale al movimento centrale. Il tubo piantone ha inclinazioni che possono arrivare anche a 76 o 77 gradi. La bici può essere anche più lunga nel passo, ma questa non è una regola fondamentale. Forma dei tubi La resa aerodinamica è studiata nei minimi dettagli e, proprio per questo motivo, i tubi che compongono il telaio sono schiacciati e filanti, così come i foderi della forcella e il reggisella. Componenti Proprio il reggisella è una delle parti fondamentali. Raramente lo si trova tondo, molto più spesso prosegue la forma del piantone e, ancora di più, è integrato direttamente nel telaio lasciando il supporto della sella ad un semplice morsetto da fissare sul prolungamento del piantone (reggisella integrato). Il manubrio, oltre ad avere la sua forma particolare, è dotato anche di comandi appositi per azionare freni e deragliatori. I gruppi top di gamma prevedono nelle loro serie, dei componenti speciali dedicati proprio a questo impiego. Spesso nelle bici da crono le soluzioni...

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Vittoria rubino pro graphene: ottima scelta

Posted by on Set 9, 2017 in BIKE CURIOSITY, COME MONTARE IL COPERTONCINO, COPERTONI BDC, LA CORRETA POSIZIONE, LA RUOTA | 0 comments

Vittoria rubino pro graphene: ottima scelta

5865 km,  213 ore d’uso, 38360 mt di dislivello questi sono i numeri che sono riuscito ad ottenere con i miei vittoria rubino pro graphene e soprattutto nessuna foratura. Probabilmente avrei potuto farci ancora dei Km ma ho voluto andare su sicuro ed ho deciso di cambiarli. Quelle qui sotto sono le foto in delle gomme prima e dopo il cambio. Dire che sono soddisfatto é dire poco. Ottimo grip, ottimo rotolamento e ottimo confort.       Famoso modello all-round, il perfetto mix tra le varie caratteristiche lo rende il migliore della categoria. Studiato sia per l’allenamento intensivo che per gareggiare. La migliore gomma all-round Mescola 3C per maggiore velocità, aderenza e flessibilità Il battistrada spesso assicura lunga duratae protezione alle forature extra  ...

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10 consigli per affrontare la tua prima granfondo, divertendoti

Posted by on Feb 22, 2017 in ALLENAMENTO, GRANFONDO | 0 comments

10 consigli per affrontare la tua prima granfondo, divertendoti

Ecco un bel articolo con alcuni utili consigli per affrontare con serenità la propria prima granfondo. L’articolo é tratto da: strada.bicilive.it a cura di Giacomo PellizzariQuesto post è dedicato  a tutti coloro che partecipano alla loro prima granfondo. Non a chi ci va per vincere o piazzarsi.Quelli che trovate sono suggerimenti, non regole. Sentitevi liberi di seguirli come no. Ognuno, in fondo, pedala a modo suo. 1. -3 giorni: no panic Mancano 3 giorni. Sei teso, nervoso, peggio: sei isterico. È la tua prima granfondo, bellezza: è normale che sia così. Un paio di consigli però te li do. Uno: non controllare in maniera troppo ossessiva il meteo, quello vero lo capirai solo il giorno prima. Due: non perderti in forum online ansiogeni dove c’è gente che cercherà solo di instillarti dubbi ulteriori. Per quanto possibile, rilassati. Fai l’ultima sgambata un paio di giorni prima della gara, in totale scioltezza (es: 60 km di pianura, con rapporti agili). Vai a dormire presto la sera, mangia un po’ di carboidrati più del solito, ma senza impazzire (non sono un dietologo, ma a occhio e croce rimpinzarsi di pasta ogni sera non ti trasformerà in Eddy Merckx).  2. Vigilia: check and relax Vietato partire all’ultimo momento, soprattutto se la località dove si svolge la tua prima granfondo è lontana: es. Maratona dles Dolomites (Corvara, BZ). Mettiti in macchina non più tardi del giorno prima. Anzi, se vuoi (e puoi), meglio ancora due giorni prima: il venerdì dopo il lavoro. Goditi sul posto la vigilia, dopo una bella dormita. Avrai tempo per fare tutto con più calma. Stare seduti in macchina, poche ore prima della gara non fa bene. Né alle gambe né alla testa. Se arrivi presto, vai a ritirare il pacco gara la mattina, senza la coda (spesso lunga). Ed è un bel rituale. Vedrai gente come te, scambierai chiacchiere sui rapporti da usare in gara, ciondolerai nel villaggio gara, tra stand e acquisti compulsivi dell’ultimo minuto. Prima di cena, controlla la bici e prepara l’abbigliamento. Vietato farlo la mattina della gara: poco tempo e rischio di dimenticare qualcosa praticamente certo. Gonfia le ruote, controlla i freni, monta il frontalino con il tuo numero di gara sul manubrio. Prepara la maglia con il numero spillato sulla schiena (trovi tutto l’occorrente nella busta all’interno del pacco gara). È un rituale emozionante, goditelo. Ne vale la pena.  3. Come mi vesto? Bella domanda. Un terno al lotto. Proviamo a semplificare. Se fa caldo, e non sei in alta montagna, consiglio tutto corto (maglia e salopette) e mantellina pronta in tasca. Se fa freddo, sei in alta montagna, o se si sale in alto, aggiungi uno smanicato (gilet) e i manicotti. Lo smanicato ti consente, oltretutto, di avere qualche tasca in più per barrette, telefonino, altro. E puoi aprirlo facilmente con la zip quando sei in salita, senza avere caldo. I manicotti li alzi in salita e li abbassi in un attimo in discesa. Ah, e ricorda: porta con te sempre, nel borsino sottosella o in tasca, il kit antiforature (camera d’aria, pompa d’emergenza e anche un paio di bombolette di CO2). Per gareggiare in una granfondo sono fondamentali sia l’aspetto mentale sia quello fisico: vivetela serenamente e durante il percorso utilizzate i ristori per fare il pieno, senza esagerare. 4. E se...

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regolare la catena su una singlespeed

Posted by on Feb 2, 2017 in BIKE CURIOSITY, MANUTENZIONE, SCATTO FISSO | 0 comments

regolare la catena su una singlespeed

 articolo tratto da: viaggifantasy.over-blog.com  Impariamo come regolare la lunghezza della catena della nostra mtb monorapporto Le biciclette monorapporto, definite anche, a seconda dei casi, singlespeed o fisse, sono biciclette dotate di una sola corona e di un solo pignone. Alcune di queste biciclette presentano cambio interno al mozzo, altre sono BMX, altre ancora biciclette da pista oppure biciclette da passeggio. Questi mezzi richiedono una catena più corta delle biciclette dotate di cambio. Di solito le biciclette monorapporto sono dotate di forcellini orizzontali, che permettono di regolare la tensione della catena, spostando la ruota in avanti o all’indietro. I forcellini possono essere anche obliqui ed assolvono la funzione appena descritta. In foto: Esempio di una mtb dotata di forcellini orizzontali La lunghezza della catena, su una bicicletta non dotata di dispositivo di tensionamento della catena stessa, è tale da consentire al perno del mozzo di posizionarsi nella mezzeria dei forcellini. In modo analogo a quanto avviene sulle catene delle biciclette dotate di cambio, la lunghezza della catena può essere variata di un pollice alla volta. Procedura per determinare la lunghezza della catena su una bicicletta monorapporto a) Installate la ruota posteriore sulla bicicletta. Per biciclette dotate di forcellini orizzontali, ponete il perno del mozzo in battuta sull’estremità anteriore dei forcellini. Per i foderi obliqui, ponete la ruota quanto più avanti possibile, con il perno verso la punta dei forcellini, rendendo però possibile il serraggio dei dadi di bloccaggio. b) Posizionate la catena sulla corona e sul pignone. La corona può essere d’aiuto nel tenere in sede la catena, mentre si stabilisce la corretta lunghezza. c) Posizionate la catena sulla corona, in maniera tale che, un’estremità sia ad ore 2 o ad ore 3 (come illustrato nella figura grande di seguito). Posizionate anche l’eventuale falsamaglia per farla rientrare nel computo della lunghezza. d) Mettete in trazione la catena e determina quale perno, della sezione inferiore della catena, si connette con la sezione superiore. Le piastrine esterne si devono collegare alle piastrine interne. e) Se le piastrine interne ed esterne non combaciano, aggiungete altri due rivetti (un pollice di catena) alla lunghezza della catena. Se le estremità combaciano, ma senza aver un po’ di gioco, aggiungete ugualmente un altro pollice di catena. A questo punto la catena deve avere sufficiente gioco (deve essere sufficientemente lasca) per poter essere scalzata dalla corona. f) Marcate il perno per accorciare la catena. g) Rimuovete la ruota e accorciate la catena. h) Chiudete la catena una volta che è stata correttamente posizionata attraverso il telaio. i) Installate la ruota e assicuratevi che la lunghezza e la tensione della catena siano corrette. In foto: Ecco come utilizzare la corona per mantenere in posizione la catena Tensionare la catena su una bicicletta monorapporto non dotata di tendicatena La tensione della catena su una bicicletta monorapporto, deve essere tale da impedire che la catena venga scalzata dal pignone e dalla corona, ma allo stesso tempo deve consentire una pedalata fluida. Le biciclette non dotate di tendicatena, devono spostare in avanti o all’indietro la ruota posteriore nei forcellini, per tensionare la catena. Procedura per tensionare la catena su una bicicletta monorapporto a) Installate la ruota posteriore con la catena ingranata sia sulla corona che sul pignone. b) Tirate la ruota verso la parte posteriore della bicicletta e allineatela con la...

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13 power meter per il ciclismo

Posted by on Feb 1, 2017 in sensori | 0 comments

13 power meter per il ciclismo

articolo tratto da: sport-gadgets.net  Nel ciclismo un misuratore di potenza, o power meter, è un dispositivo che misura la forza applicata sui pedali dal ciclista, quindi la potenza espressa in Watt mentre si pedala. La maggior parte dei power meter utilizzano estensimetri per misurare la coppia applicata, e combinando questo dato con la velocità angolare, calcolano la potenza. Essere competitivo nel ciclismo ha molto a che fare con il rapporto peso/potenza o watt x chilogrammo. In parole semplici, se si diminuisce la massa e si aumenta la potenza si andrà più veloci. Il primo misuratore di potenza è stato realizzato da SRM ed è tuttora uno dei più utilizzati tra i professionisti. La tecnologia non è cambiata molto negli ultimi 20 anni, ma i moderni misuratori di potenza sono molto più affidabili, leggeri e senza fili. L’utilizzo dei power meter nel ciclismo è sempre più diffuso anche tra gli amatori grazie ai prezzi sempre più accessibili. Sono molte le aziende a proporre questo strumento e c’è solo l’imbarazzo della scelta, viste le diverse soluzioni per misurare la potenza. I misuratori di potenza si possono dividere in quattro tipi: da guarnitura, a pedale o tacchetta, mozzo e pedivella. Quasi sempre la precisione diminuisce man mano che ci si allontana dalle pedivelle. Il requisito più importante da valutare è la precisione dei dati, poichè una differenza di pochi watt può essere molto significativa nella valutazione della performance. I dati che rilevano questi strumenti sono molteplici: potenza espressa di picco, potenza istantanea, potenza media e a vari intervalli di tempo. Inoltre la differenza di spinta tra le due gambe (o bilanciamento). Il principale ostacolo nella scelta di un misuratore di potenza è sicuramente il prezzo che in molti modelli supera i 1000 euro ma anche la possibilità di trasferire il dispositivo da una bici a un’altra. Sono molte le opzioni tra cui si può scegliere. Ecco alcuni modelli attualmente disponibili: 1. Pioneer SGY-PM 900: Questo misuratore di potenza utilizza due sensori estensimetrici per misurare separatamente i Watt sviluppati da entrambe le gambe e trasmette i dati 12 volte per ogni rotazione completa del pedale. L’SGY-PM 900 è in grado di determinare con una tolleranza del 2% la forza della pedalata sinistra e destra del ciclista, per ottenere statistiche dettagliate di potenza, cadenza e efficienza. Il misuratore di potenza di Pioneer SGY-PM900 trasmette i dati con il protocollo wireless ANT + ed è quindi compatibile con tutti i ciclocomputer che implementano questo standard (alcuni parametri sono trasmessi utilizzando un flusso ANT privato e sono visualizzabili solo sul ciclocomputer Pioneer SGX-CA9000). pioneer-cyclesports.com 2. SRM: I power meter SRM misurano la forza delle gambe dei ciclisti utilizzando degli estensimetri montati all’interno dello spider della guarnitura. Lo speciale design consente un sistema di misurazione rigido che trasmette dati stabili senza necessità di calibrazioni. Tutti i dispositivi SRM sono progettati per essere completamente sigillati dagli agenti esterni: pioggia, neve, fango, sabbia. Tutti i power meters SRM sono ora dotati di tecnologia wireless ANT +, e sono utilizzabili con i Powercontrol 7 e 8 o qualsiasi altra unità ANT +, come i ciclocomputer Garmin per esempio. Disponibile per 9, 10, o 11 velocità. Strada, MTB, Triathlon, BMX e Pista. www.srm.de 3. 4iiii PRECISION: E’ un misuratore di potenza (per il lato sinistro) del peso di soli 9 grammi che deve...

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