Da Passoni a scoprire come nascono i gioielli in titanio

Passoni è sinonimo di titanio. Era titanio quando comparì quel primo manubrio integrato, un pezzo unico tra curva e attacco. Ed era firmato Passoni. Erano in titanio Passoni quei primi telai eleganti e dal colore insolito, non verniciato, che superavano l’acciaio e guardavano dall’alto in basso la caducità dell’alluminio che intanto sfondava la porta del mercato.

 

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Il titanio è rimasto stabile, come le sue caratteristiche meccaniche, nella qualifica di “materiale nobile” della bicicletta. E come tale viene ricercato dai cultori della bicicletta. Quelli che vogliono un mezzo che durerà potenzialmente in eterno (almeno per quanto riguarda il telaio) e comodo e su misura. Qualcosa di raffinato e unico, perché ogni pezzo che esce dall’officina di Vimercate è diverso da tutti gli altri. Misure e personalizzazioni grafiche sono a richiesta del cliente e ogni bicicletta ha una storia.

E allora siamo entrati in questa fucina di sogni, per scoprire come lavora oggi un marchio raffinato e invidiato dal mondo del ciclismo. Tant’è che parecchi ordini arrivano dal di fuori dei nostri confini.

 

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C’è titanio da Passoni ma anche acciaio e carbonio. E poi gli accessori da personalizzare, perché la bici deve essere vestita tutta nel modo giusto. Allora si ordinano anche manubrio e attacco e poi li si rivernicia come richiede il cliente.
In mezzo a tanto titanio ci sono anche gli scatoloni Columbus. «È l’acciaio che usiamo per le single speed (il modello Va Lentina tra tutti, ndr) – spiega Diego Caccia, ex professionista e fresco acquisto del team Passoni – e ne lavoriamo parecchio qui».

L’ufficio dove si accolgono i clienti e proprio dietro un’esposizione dei modelli storici di Passoni, compreso qualche azzardo geometrico mica facile considerando quanto sia duro il titanio da lavorare.
Sul tavolo, esposti, come un set di gioielli, tubi e colori da far scegliere, poi esempi di lavorazioni. C’è anche qualcosa in carbonio (in catalogo c’è la “Nero” che un’esaltazione della fibra, sempre in stile Passoni).

 

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A pochi passi di distanza c’è il laboratorio vero e proprio. Il posto dove i tubi vengono lavorati, tagliati alla misura giusta, messi in dima e poi sgolati per far combaciare le parti perfettamente prima della saldatura.

Rumore di taglio e di raffreddamento a liquido, rumore di fresa che rifinisce e pulisce. La finitura unica dei telai Passoni è il frutto di un lavoro lungo e paziente con lo strumento guidato a mano ad addolcire i cordoni di saldatura e lucidare la superficie dei tubi.

Quella che ne esce, poi, è una Passoni.

Ulteriori informazioni su www.passoni.it

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Un video di lavorazioni in casa Passoni. Interessante l’esempio di come il titanio, pure sottoposto ad una sollecitazione molto importante, torni alla forma originaria. È la sua proverbiale elasticità, alla fonte del comfort delle biciclette realizzate in questo materiale:

 

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articolo tratto da: www.cyclinside.com

 

 

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