TELAIO E MISURE: metodo di calcolo

 

Con i precedenti interventi (la terminologia del telaio e le misure del ciclista) abbiamo introdotto le nozioni di base che servono per una corretta analisi del posizionamento in bici. Adesso possiamo affrontare con cognizione l’argomento “misure del telaio”, inteso come la perfetta fusione tra le misure antropometriche del ciclista e quelle del suo mezzo. Alla corretta posizione in bici, oggi viene dedicato uno spazio di primaria importanza nell’ambito tecnico, in quanto partecipa in modo influente a migliorare l’efficienza del ciclista in bici favorendo la respirazione e la dinamica degli arti inferiori nel gesto della pedalata, minimizzando il dispendio energetico ed evitando posture scorrette fonte di infiammazioni ai legamenti e dolori articolari a carico soprattutto della colonna vertebrale. Quando si parla di efficienza del ciclista è bene però specificare se si parla di efficienza meccanica o di efficienza fisiologica. E’ fondamentale saper dividere i due concetti: l’efficienza meccanica è la combinazione di angolazioni e misure tra il sistema di leve del ciclista (coscia-gamba-piede) e il sistema di leve del mezzo (pedali e pedivella) che, a parità di sforzo, permette di sviluppare la massima potenza meccanica. L’efficienza fisiologica è invece la combinazione di angolazioni e misure tra il sistema di leve del ciclista (coscia-gamba-piede) e il sistema di leve del mezzo (pedali e pedivella) che permette al ciclista di massimizzare il risparmio energetico e muscolare in base agli obiettivi che si pone. L’efficienza meccanica segue alcuni criteri oggettivi basati sulla fisica che regola il movimento del sistema di leve coscia-gamba-piede-pedale-pedivella, e criteri derivati dalle teorie redatte da fisici, biomeccanici e da figure di grande esperienza nel ciclismo. L’inclinazione del piano del pedale rispetto alla pedivella è un criterio oggettivo, la misura ottimale dell’angolo di lavoro della coscia rispetto al piano orizzontale è un criterio derivato dalle esperienze accumulate in anni di studi. In linea di massima l’efficienza meccanica può essere calcolata con una buona approssimazione attraverso metodi matematici seguendo le teorie più accreditate. Purtroppo però l’efficienza meccanica non corrisponde esattamente a quella fisiologica, quest’ultima dipende da molti altri fattori perlopiù soggettivi e di difficile quantificazione, come l’elasticità muscolare e la mobilità articolare, la capacità individuale di mantenere una determinata cadenza, la conformazione antropometrica e muscolare e lo stile di pedalata. Ottenere la massima potenza dal gesto della pedalata quindi non vuol dire di riflesso ottenere il miglior risparmio energetico-muscolare, ma significa solo che il gesto è economizzato sulla base delle leggi fisiche e delle teorie biomeccaniche. L’efficienza meccanica è comunque un buon punto di partenza dal quale iniziare per personalizzare la posizione sul mezzo. Dalla postura meccanicamente efficiente si possono operare piccole variazioni su misure e angolazioni per raggiungere una migliore efficienza fisiologica. Ricercare la migliore efficienza fisiologica non è affatto semplice con il “fai da te”, servono molte prove ed una profonda conoscenza delle proprie caratteristiche per poter valutare eventuali effetti positivi o negativi di una posizione piuttosto che di un’altra; una buona analisi della posizione dal punto di vista fisiologico necessita di strumentazioni sofisticate (ergometri, elettromiografi, analisi computerizzata degli angoli di lavoro …) che si possono trovare solo in centri specializzati in biomeccanica.

 

Certo è quindi che, se da un lato le teorie fisiche e meccaniche formulate fino ad adesso confluiscono in un unico pensiero, dall’altro è ancora acceso il dibattito sulle teorie biomeccaniche e fisiologiche che gravitano intorno al gesto “pedalatorio”. Nella nostra ricerca della posizione ideale sposeremo le teorie più comuni e quelle di facile applicazione matematica come c’impone il mezzo utilizzato per questa discussione: internet; infatti, la mancanza di un contatto diretto con il fruitore delle conoscenze che andremo ad argomentare, presuppone che tutto sia ridotto a formule ed accorgimenti oggettivi. Il ciclista che vorrà applicare queste teorie, dovrà effettuare una misurazione delle proprie quote antropometriche (vedi le misure del ciclista) e da lì risalire alle quote con cui realizzare il telaio ed operare gli opportuni aggiustamenti su altezza di sella, attacco e curva manubrio. I nostri saranno suggerimenti improntati alla ricerca della migliore efficienza meccanica, proponendo però consigli anche per personalizzare la posizione in base alle esigenze del singolo soggetto. E’ bene ricordare che la posizione ideale non esiste; ad esempio lo stesso ciclista avrà bisogno di due posizioni diverse a seconda che si dedichi prevalentemente alle granfondo o alle gare amatoriali.

 

Specificatamente la nostra analisi permetterà di

ottenere le seguenti misure:

• tubo piantone telaio

• tubo orizzontale telaio

• pedivelle

• altezza sella

• inclinazione tubo piantone (scostamento)

• scarto sella-manubrio

• attacco manubrio

• curva manubrio

Per individuare la misura del piantone, dell’orizzontale, dell’altezza sella, delle pedivelle e della curva manubrio adotteremo un metodo proporzionale con riferimento alla lunghezza del cavallo, del busto e delle spalle. Nel ricercare invece la giusta inclinazione del tubo piantone e di riflesso lo scostamento applicheremo il cosiddetto metodo KOPS (knee over pedal spindle) o in italiano, metodo del ginocchio perpendicolare all’asse del pedale o posizione neutrale del ginocchio. Per fare ciò utilizzeremo un procedimento matematico che si basa sulle implicazioni che derivano dagli angoli di lavoro del tratto femorale. Inoltre, per il posizionamento sia degli arti inferiori che del busto, verrà introdotto un sistema che permette di scegliere in base alle proprie esigenze una postura più o meno comoda, o più o meno aerodinamica. Da questa poi dipenderanno i valori di attacco manubrio e scarto sella-manubrio sempre tenendo conto della lunghezza di busto e braccia…

 

L’articolo é stato  tratto dal sito:www.cyclesport.it/

La foto é stata tratta dal sito: www.velodramatic.com

(N.B.Pubblico questo materiale non per arrogarmi meriti che non ho ma semplicemente per raccogliere tutte le informazioni che ho trovato utili nel corso dei miei studi e test in un solo posto comodo da consultare. ALEX RISSO)

 

 

 

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