Il piacere di pedalare una 36 raggi.

Nel mondo della BDC la ruota da 36 raggi é vista come antiquariato  ” la bici del nonno”. I più gentili ti guardano con sufficienza definendoti senza esitazione ” amatore vintage “. Naturalmente questi gentili e sarcastici ciclisti sono attrezzati di tutto punto con biciclette in carbonio e soprattutto ruote all’ultimo grido sempre più leggere e soprattutto rigide all’inverosimile Quando esco vedo spesso signori abbarbicati su bici con ruote all’ultimo grido come se dovessero affrontare l’ultima “crono” del giro d’italia o altro. Ruote che ogni minima asperità della strada te la trasmettono direttamente al fondoschiena e sopratutto alle mani, i polsi e quindi le spalle. E’ vero che lo sport é sofferenza ma andarsi a cercare sofferenze gratuite mi sembra proprio masochistico….;)))) Soprattutto se non si ha intenzione di fare competizioni. Personalmente  ho di recente abbandonato le mie ruote a 32 raggi con incrocio in terza per passare a due bellissime 36 raggi con incrocio in 4 che tra l’altro mi sono costruito da solo.   Bhe devo dire che ora quando esco mi sento sopra una berlina, la strada diventa velluto e quando arrivo a casa sono molto meno dolorante. Per non parlare poi della soddisfazione di essermele fatte da solo registrandole come volevo io e soprattutto calibrate per il mio peso (attualmente 96Kg in calo). Dopo svariate prove ho finalmente trovato il tiraggio che mi soddisfa (Ogni raggio é tirato a circa  70 Kg). Non é stato semplice realizzare queste ruote ( mi ci sono volute circa due settimane di tentativi) ma ora non tornerei più indietro. E le prestazioni? Bhe non facendo competizioni tutto quello che posso dire è che ultimamente, durante le mie uscite, sono sempre più i ciclisti al carbonio che supero rispetto a quelli che mi superano…;)) Un po’ di sano goliardico campanilismo non guasta mai !!!...

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ASPETTANDO LA PROVA UFFICIALE IN PISTA

Mentre aspetto il fatidico venerdì 27 luglio in cui ripeterò la prova dell’ora in pista con il prototipo ieri e l’altro ieri ho voluto fare alcune prove su un percorso test breve. Purtroppo i dati sul giro non posso utilizzarli per traffico incontrato sul percorso e allora ho pensato di analizzare alcune tratte (3 per esattezza)  . Nella tabella qui sotto ho riportato a confronto: lunghezza tratta, velocità media, pendenza media, peso bici e risultato di confronto. Le tre tratte le ho scelte sulla base della tipologia di percorso: la tratta A  é una ascesa di 1,14 km  con un dislivello di 59 mt , la tratta A1 é un falso piano equilibrita tra salite e discese che considero pianura ed infine la tratta A2 è un’altra ascesa più lieve della prima. Come si può notare in entrambe le ascese il tempo é stato praticamente invariato mentre nel tratto di falso piano il prototipo ha generato un risultato di tutto interesse. Comunque aspetto il test di venerdì per tirare le somme definitive. Diciamo che le prove che sto facendo mi hanno già permesso di individuare aree di miglioria per la progettazione del prototipo definitivo....

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14 mm in meno e via come un turbine..

Ieri pioveva e quindi, non potendo uscire a farmi il mio giro ho deciso di fare un po di manutenzione della mia “spider” e di montare la sella nuova  della SMP modello EXTRA. (la mia é nera). Mentre armeggiavo con la sella mi é venuto in mente l’articolo ” altezza di sella” e per curiosità ho ripreso le misure dal centro del movimento centrale  al centro di sella e mi sono acorto che ero più alto di 14 mm. L’ho messa subito a posto. Oggi ho fatto il collaudo e… le gambe andavano come un treno… niente indolenzimento dei polpacci ecc. Ho voluto raccontare questo aneddoto perché  sento continuamente persone che ritengono certe misurazioni “roba da fissati”. Bhe… visto il risultato non credo proprio che siano finezze inutili quindi appena tornate a casa prendete il metro e controllate le misure…basta veramente un niente  per andare meglio e soprattutto FARE MENO...

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Ed ecco i risultati del primo test prototipo…

Premesso che il test che riterrò più attendibile sarà quello che effettuerò in pista ho voluto comunque effettuare il test su strada perché volevo comunque verificare innanzitutto che il prototipo non peggiorasse la prestazione. Il test l’ho effetuato 48 ore dopo aver registrato il tempo di riferimento PERCORSO  km 29,6 Malnate – Cagno – Albiolo – Bizzarrone -Ligornetto (CH) – Stabio (CH) – Malnate    CONSIDERAZIONI SULLA TABELLA Osservando questa prima tabella si nota che: nonostante i due kg in più le kalorie consumate, BPM medi e Max sono rimasti praticamente invariati. Il tempo è diminuito di 2’ un incremento del n.pedalate con relativo decremento dello sviluppo metrico   LE SENSAZIONI FISICHE La sensazione fisiche che ho registrato sono: “mi trovavo il piede sempre pronto a spingere” “un lieve indolenzimento del polpaccio sinistro verso la fine del giro   CONSIDERAZIONI SULLA TABELLA  ANALISI TRATTE osservando la tabella emerge che il prototipo: non ha pagato sostanzialmente il suo peso neanche sui tratti in salita. aver avuto più inerzia nei tratti in discesa aver elevato la cadenza aver ottenuto un miglioramento del tempo senza spendere più calorie   CONSIDERAZIONI FINALI DEL PRIMO TEST Pur non essendo totalmente soddisfatto diciamo che sono contento di aver potuto constatare che la mia teoria é efficaca. Naturalmente da adesso dovrò lavorarci ancora molto per ottenere il giusto compromesso....

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